5 aprile 2003
Centro Culturale "L.Einaudi"L'Accademia Latina "Sodalicium Daunorum" di San Severo (FG)
Centrum Latinitatis Europae e Punto CLE "Daunia"

Convegno interdisciplinare per la salvaguardia della Cultura classica e la conoscenza del territorio

Dal IV Libro della "Geografia" di Strabone al Progetto delle Terme di San Nazario
Relatori prof.ssa Mara Teresa e dr. Nicola Pio Caroppi
Coordinamento di Rosa Nicoletta Tomasone e Antonietta Zangardi

Presentazione di Rosa Nicoletta Tomasone
L'appuntamento di questa sera è organizzato dal CCLE, dall'Accademia Latina "Sodalicium Daunorum" e dal Centrum Latinitatis Europae con cui abbiamo istituito il Punto di Latinità "Daunia", ne è referente la prof.ssa Maria Teresa Bruno, è un convegno interdisciplinare che interessa la salvaguardia della cultura classica e la conoscenza del territorio.
Il binomio da anni ideato convive senza forzature come lo dimostrano questa sera il lavoro dell'architetto Nicola Caroppi e lo studio della professoressa Maria Teresa Bruno da cui il primo muove i suoi passi con una citazione del VI Libro della Geografia di Strabone, il geografo - storico fine conoscitore del nostroterritorio. Dunque non un'amena dissertazione, ma uno studio serio, una ricerca accurata e per certi aspetti faticosa, un progetto ricco di tavole, elaborazioni e anche di sorprese.
Non siamo andati alla ricerca di un angolo di Arcadia, ma anche questa volta siamo nel solco della nostra tradizione, conoscere da dove veniamo significa riappropriarsi della identità ed ancorare le proprie radici nella tradizione e nel tempo, conoscere equivale a crescere in cultura e formazione ed essere orgogliosi delle proprie origini, inoltre poter ricostruire la nostra storia è come vivere due volte, veicolare poi questa conoscenza è un dovere che noi adulti abbiamo verso le giovani generazioni. Non dobbiamo lamentarci della mancanza di modelli, di valori e di ideali, così facendo sottoscriviamo il nostro fallimento.
Si parla di Strabone , di certa parte del Gargano che pur essendo diversa dalla nostra pianura, ci appartiene ed è stato bello rileggere che nel tempo di cui questa sera ci piace discorrere nel Gargano e nel Tavoliere vivevano gli stessi culti, riti, miti e tutto il territorio era costellato di templi.
C'era il culto di Cassandra, della dea Menna (da cui San Menaio). Nel Castrum Drion (oggi San Severo) erano venerati il dio Calcante e Podalirio e la dea Cerere e poi la dea Vesta (da cui Vieste); Minerva e Apollo a Lucera e la dea Lamia ove sorge il convento di San Matteo e da cui San Marco in Lamis e sul Gargano il culto di Giano da cui Val di Giano, Jancuglia, Celano, Rignano, Stignano. E la tradizione vuole che c'è voluta tanta volontà per spazzare via l'idolatria e far fiorire sui vecchi templi le chiese, vivificandole con i nomi dei santi e dei martiri cristiani. E questi antichi miti che sono all'origine della nostra storia, sono anche ai primordi della nostra vita, secondo la vichiana concezione della storia e permangono nelle nostre tradizioni e affiorano nelle nostre usanze e ci riportano agli studi sulle origini lontane e mitiche della nostra terra di cui parlano Eutropio, Varrone, Eratostene, San Girolamo, Mommsen fino a scoprire che, dopo la distruzione di Troia, Diomede sbarcò sulle coste del Gargano e tra i tanti Castrum fondò quello di Drione dal nome di sua moglie Driona, una delle tante figlie di Dauno, re dei Dauni, da cui il nome della nostra Accademia. E da allora sono trascorsi più di 3000 anni eppure queste affermazioni non sono favola, perché queste origini sono eternate in varie lapidi: sulla facciata della chiesa di San Giovanni Battista" castrum superbum olim dictum Drionem"; in Piazza della Repubblica "Sancti Severi civitas olim Drion Castrum superbum a Diomede graeco conditum" ;nella parrocchia di San Giovanni Battista incastrata su una lapide in un muro "oppidulum olim Castrum Drion tunc nuncupari coeptum Severi..."
E' doveroso sottolineare che questo conoscere è anche un atto d'amore per la propria terra, questa terra che ho voluto portare nel circuito della latinità internazionale con la pubblicazione dei Mirabilia urbis Sancti Severii per i tipi dell'Editrice Vaticana, sorta di guida turistica in latino come non si faceva dai tempi delle Crociate. E non vi stupite se questi argomenti li affrontiamo in tempi come questi, in giorni di dolore e di orrore, ma proprio in tempi di angoscia, noi come i poeti facciamo sentire la nostra voce, perché proprio in tempi di angoscia sia benvenuto il canto che dal profondo del cuore riesce a trarre una parola viva. E' la chiacchiera, compresa quella sull'angoscia, che riempie i palinsesti della TV a seppellirci vivi.

La conoscenza ci aiuta a vivere il presente e costruire e progettare il futuro