CENTRUM LATINITATIS EUROPAE - Delegazione di VERONA

Prof.ssa Angiolina Martucci Lanza

Relazione sul Convegno del 22 maggio

Nella restaurata aula magna della sede di Palazzo Gobetti del Liceo Montanari (già Messedaglia) si è tenuto sabato 22 maggio il Convegno “Aspetti della vita quotidiana in età romana” organizzato dalle delegazioni veronesi del Centrum Latinitatis Europae e dell’Associazione italiana di cultura classica.

I lavori, introdotti dalla presidente delle due Associazioni prof.ssa Angiolina Martucci Lanza, sono stati aperti dalla dott.ssa Margherita Bolla, direttrice del Museo Archeologico di Verona, che  ha parlato degli edifici per spettacolo di Verona romana: edifici ben noti come l’anfiteatro e il teatro, altri meno come l’odeon, edifico coperto adicente al teatro, e il ludus publicus, situato nell’area dell’ex Campo Fiera. La dott.ssa Bolla si è soffermata fra l’altro sul ricco apparato di statue che decorava il teatro, fra cui una sfinge recentemente restaurata che verrà esposta in una prossima mostra, e sulle iscrizioni veronesi che documentano i ludi gladiatori: da queste si capisce che i gladiatori morivano giovani generalmente poco dopo il decimo combattimento. Solo uno morì di morte naturale invictus.

E’ seguito l’intervento dell’archeologa  Raffaella Tremolada la quale ha illustrato i recenti scavi nelle adiacenze della chiesetta romanica di San Zeno a Castelletto di Brenzone. Qui sono stati scoperti diversi ambienti, fra cui uno con pavimento a mosaico, che facevano parte di un ampia villa posizionata su terrazze lungo le rive del lago. Questa scoperta, come quella ancora più recente di Bardolino, testimonia che anche lungo le sponde veronesi del lago sorgevano ricche ville d’otium (o anche legate alla coltivazione dell’olivo) che nulla hanno da invidiare alle ville scoperte lungo le sponde bresciane.

Si è ritornati a Verona con la relazione di Federica Rinaldi, della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, che ha parlato dei molti mosaici messi in luce nelle domus di Verona; si tratta di pavimenti con decorazioni geometriche o figurate, in parte conservati al Museo Archeologico in parte visibili negli scantinati di alcuni negozi del centro, che riflettono i gusti di ricchi committenti che si adeguano alle mode che vengono dalla capitale.

Si è entrati infine all’interno di queste domus con l’intervento di Federico Biondani che ha parlato della suppellettile domestica, in particolare del vasellame da tavola restituito dai diversi scavi archeologici cittadini e che è indizio di fiorenti commerci: a Verona infatti, oltre che dall’Italia centrale, arrivano vasi dall’Asia Minore, dalla Grecia, dalla Gallia e dall’Africa fino ad epoca tardo natica.

A conclusione dei lavori la prof.ssa Lanza ha messo in rilievo le molte novità che sono emerse dal Convegno, auspicando che le relazioni possano essere pubblicate almeno on line, e ha preannunciato  un nuovo convegno che avrà luogo a novembre sempre su Verona romana, dedicato ai “Luoghi del sacro”.

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