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Questa
antologia è nata sulla base di una riflessione didattica scaturita
dall’incontro del metodo tradizionale con le più recenti proposte
relative alla didattica del latino.
Verba manent, partendo dal presupposto che, come suggerisce il
titolo, sono le parole d’autore quelle che restano nel tempo e non le
parole «scritte», in generale, si pone i seguenti obiettivi:
• la comprensione e non la traduzione del brano proposto: ogni brano
infatti è corredato sia di esercizi di applicazione e consolidamento
delle strutture grammaticali relative al contenuto del brano sia di
esercizi di comprensione del testo;
• lo sviluppo della capacità di dedurre dal contesto il significato di
nuovi vocaboli, al di là della semplice memorizzazione;
• lo sviluppo della consapevolezza che non vi è una corrispondenza
univoca tra termine latino e termine italiano, ma ogni vocabolo, in latino
come in qualsiasi altra lingua, ha una molteplicità di significati legati
al contesto e al periodo storico. Da qui l’esigenza di
contestualizzazione del lessico, affidata alla compilazione del
vocabolarietto che segue i vari testi proposti;
• la presentazione di un periodo storico visto in un’ottica meno
ufficiale e più aperta a scenari internazionali in modo che l’alunno
possa avere un quadro più ampio di quanto finora proposto nelle antologie
per quanto riguarda autori e brani.
Tutti i testi selezionati, dunque, sono nati nello stesso periodo storico,
il primo secolo dopo Cristo, che viene letto attraverso differenti
tipologie testuali:
• le favole di Fedro, troppo spesso, e a torto, disprezzate dai cultori
del latino;
• le parabole evangeliche, che si diffondevano nello stesso tempo nel
bacino del Mediterraneo, portando con sé il nuovo rivoluzionario
messaggio che ha contribuito a fondare la civiltà occidentale;
• un breve excursus sulla schiavitù a Roma, necessario per meglio
comprendere la condizione degli humiliores, cui sia le favole che le
parabole erano rivolte;
• il racconto di alcuni momenti della vita privata di personaggi
illustri dell’epoca, visti da Svetonio.
La scelta di inserire, con le parabole, anche un riferimento al latino
della Vulgata del quarto secolo permette di seguire l’evoluzione della
lingua latina e la sua lenta e progressiva trasformazione nell’italiano,
costituendo un elemento di continuità con lo studio dei primi testi in
volgare che l’alunno si troverà ad affrontare nel programma di italiano
del terzo anno.
L’antologia è corredata inoltre di schede, nella sezione delle favole e
delle parabole, che rispondono all’esigenza di raccontare agli alunni
quei miti che sempre li hanno affascinati e li affascinano, di fornire
spiegazioni e possibili interpretazioni delle parabole, ma soprattutto di
offrire spunti di riflessione e di approfondimento interdisciplinare.
Completa il volume una scelta finale di versioni per esercitarsi
nella traduzione libera.
Questa sezione rende il testo uno strumento particolarmente utile da
affiancare ai metodi di didattica breve del latino. |
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